martedì 7 novembre 2023

Cinghiale

 


Nome scientifico: Sur scrofa

  • Patouà della Val Germanasca: Puërc Sanglìe
  • Patouà di Pragelato: Sanglìa
  • Patouà di Bobbio Pellice: Chinquial
  • Patouà della zona collinare di Luserna San Giovanni e Bricherasio: Chinguial

  • Patouà di Rore e Sampeyre: Cinghial
  • Patouà di Venasca: Chinguial
  • Patouà delle Valli di Lanzo (Mezzenile): Tchinguial
  • Patouà della Valle Stura (Vinadio): Puërc Singlìart
  • Patouà della Val Gesso (Entraque): Sangrier
  • Patouà di Boves: Cinghiäl/Sangrié/Grign serväiPer il secolo scorso i cacciatori più anziani riferiscono che di tanto in tanto veniva segnalata qua e là la presenza occasionale del passaggio di questi animali  che si diceva provenienti “da ‘nti Franse” (dalle Francie). Una delle prime segnalazioni del secolo corrente è attribuita a Trumè ‘d Martinat che avrebbe avvistato un “sengrié” nella zona del “Päri” verso gli anni 1918-1920. Per quanto riguarda gli abbattimenti, una delle prime uccisioni nelle nostre zone  è quella avvenuta ad opera di Giacu ‘d BruchignGiän BruchignGiän du Tulu e Carlüciu di Märu  nei pressi delle “Barache du Guré” (zona della “Barmétta”), già in territorio di Peveragno, negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale. L’animale ferito riuscì a fuggire ed andò a morire nella zona di Montefallonio, frazione del comune di Peveragno. Questa cattura è ricordata da molti ancora oggigiorno in quanto pare che, almeno uno dei quattro cacciatori alla vista improvvisa del grosso animale fu colto da grande paura tanto che “u s’era cagä’ acòl” (se l’era fatta addosso). Un’altra uccisione è attribuita a Trumlign du Chiot di Castellar che nel tardo autunno 1947-48 ferì uno di questi animali nella zona dei “Prä ‘d Solé”; il cinghiale fu poi ritrovato morto il giorno seguente in frazione Pradeboni di Peveragno. Un’altra segnalazione sulla presenza di cinghiali è attribuita ad un abitante del “Muntäs” (comune di Robilante), che vide alcuni di questi animali attorno al 1940  nella zona detta “Sägna di Gurgh” . Via via si è riprodotto con notevole successo ed ha ripopolato tutte le vallate con un consistente numero di esemplari, che provocano spesso gravi danni all’agricoltura nella loro ricerca di cibo. Sembra che i primi cinghiali di questo recente popolamento siano stati visti nella zona di boschi a monte di Cerati intorno al 1960, ma alcuni cacciatori del Malandré ne avevano già ucciso alcuni esemplari (7 -8) alcuni anni prima nella zona di Rocce Baila (“i Duze Apostuy”) sulla displuviale Colla-Vermenagna. Alcuni cacciatori sostengono che gli attuali cinghiali siano il frutto di incroci con il maiale domestico. Altri sostengono invece che ne esisterebbero di due razze. La prima avrebbe il muso più lungo ed il colore più scuro e le dimensioni maggiori rispetto all’altra che sarebbe invece con pelo più rossatro, muso più corto e corporatura più tozza.
  • Patouà di Elva: Singlier

In francese lo chiamano Sanglier

Modi di dire e proverbi del Bovesano*:


èse en cinghiäl :  
essere un cinghiale, essere un selvaggio, dai modi grossola­ni, senza alcun tatto

fäse fò la butunera da ‘n cinghiäl :  
farsi fare una bottoniera da un cinghiale, farsi ferire da un cinghiale

* tratto da “Bestie, bestiétte, bestiäs”, di  Delpiano Franco e Giuliano Fausto, edizioni Primalpe, Boves, dicembre 2002

Cervo

  


Nome scientifico: Cervus elaphus

  • Patouà della Val Germanasca: Chèrv
  • Patouà di Bobbio Pellice: Chèrvo
  • Patouà della zona collinare di Luserna San Giovanni e Bricherasio: Cherv

  • Patouà di Rore e Sampeyre: Cervu
  • Patouà di Venasca: Cerv
  • Patouà della Valle Stura (Vinadio): Chèrv

In francese lo chiamano Cerf

Capriolo

 





Nome scientifico: Capreolus capreolus

  • Patouà della Val Germanasca: Chabròou
  • Patouà di Bobbio Pellice: Caprieul
  • Patouà della zona collinare di Luserna San Giovanni e Bricherasio: Caprieul

  • Patouà di Rore e Sampeyre: Ciabro sarvagio
  • Patouà di Venasca: Caprieul
  • Patouà della Val Gesso (Entraque): Caprieul
  • Patouà di Elva: Chapriol

In francese lo chiamano Chevreuil

Camoscio


Nome scientifico: Rubicapra rubicapra

  • Patouà della Val Germanasca: Chamoun
  • Patouà di Pragelato: Tsamoùl
  • Patouà di Bobbio Pellice: Chamous
  • Patouà della zona collinare di Luserna San Giovanni e Bricherasio: Chamous

  • Patouà di Rore e Sampeyre: Ciamus
  • Patouà di Venasca: Camous
  • Patouà delle Valli di Lanzo (Mezzenile): Tchamous
  • Patouà della Valle Stura (Vinadio): Chamous
  • Patouà della Val Maria (Celle Macra): Chamous
  • Patouà di Boves: CamusCiamusat / Camusat / Camusot nel caso di esemplari giovani. In questa zona è raro, proveniente il più delle volte dalla vicina valle Pesio, lo si può trovare nella parte più impervia e rocciosa del versante bovesano della Bisalta, sulle “simäye” (zona dei crinali spar­tiacque) soprattutto nella zona a fianco del Brich Costarossa, tra il “Mala­vars” e le due punte della Bisalta e nella zona della “Muta”. Avvistamenti sono noti nella zona dell’ “Arpiun”, sopra “Cola Auta” e nella zona delle “Roche ‘d Cerzole”. Un esemplare di camoscio è stato visto passare prima della II° guerra mondiale nella zona di “tèt du Rè” a 850 metri s.l.m. in frazione S.Giacomo. Un tempo tra i cacciatori c’era chi riteneva che il sangue di tale ungulato  fosse un ottimo rimedio per raffreddori, bronchiti, polmoniti, costipazioni varie legate al periodo invernale…. e per questo dovesse essere raccolto e conservato con cura quando capitava la fortuna di poterne uccidere uno. Si racconta che un frazionista dei Cerati bevesse il sangue ai camosci appena uccisi e ne ponesse una parte in una borraccia al fine di conservarlo secco e consumarlo d’inverno. Negli ultimi trent’anni nel versante bovesano della Bisalta è nota l’uccisione di un “bimun” (binello, giovane camoscio) nella zona di “Cabanäs”.
  • Patouà di Elva: Chamus

In francese lo chiamano Chamois 

venerdì 20 ottobre 2023

Stambecco










Nome scientifico: Capra Ibex


Patouà della Val Germanasca: Bouquëtin
Patouà di Pragelato: Bouquë salvaddzë (Stambéc)
Patouà di Bobbio Pellice: Stambèc
Patouà della zona collinare di Luserna San Giovanni e Bricherasio: StambecPatouà di Venasca: Stambec
Patouà della Valle Stura (Vinadio): Stambèc
Patouà della Valle Gesso (Entraque): Stambec
Patouà di Boves: Stambèch / Ëstambèch
Patouà di Elva: Stambec

In francese lo chiamano Bouquetin